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Fondotinta con protezione solare: perché l’SPF nel make-up non basta
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Il fondotinta con protezione solare non sostituisce la crema solare viso quotidiana. Per ottenere il reale fattore di protezione SPF dichiarato sulla confezione del trucco bisognerebbe applicare circa due dita di fondotinta. Una quantità decisamente eccessiva che creerebbe un effetto maschera del tutto innaturale.
Il modo corretto è usare prima una crema solare viso e poi applicare sopra il fondotinta con SPF, considerandolo come una protezione extra.
Il make-up con filtro solare può aiutare, ma non deve diventare l’unico scudo contro raggi UVA, UVB, macchie cutanee e invecchiamento precoce.
La trappola della quantità: quanta protezione c’è nel trucco?
L’idea di utilizzare un fondotinta con protezione solare per proteggersi dai raggi UV è ottima sulla carta, ma si scontra con una regola di laboratorio.
I test scientifici per determinare il valore di un SPF, che sia 15, 30 o 50, si eseguono applicando una dose fissa. Si parla di 2 milligrammi di prodotto per centimetro quadrato di pelle.
Per il viso, questa quantità corrisponde a circa un quarto di cucchiaino da tè, ovvero la nota regola delle due dita.
Quando applichiamo il fondotinta per creare la base trucco, utilizziamo solo poche gocce, spesso sfumate con cura per ottenere un effetto naturale e trasparente. Questa quantità rappresenta appena una parte della dose standard usata nei test.
Di conseguenza, un fondotinta con SPF 30 applicato normalmente offre una protezione molto più bassa rispetto a quella dichiarata, spesso ben lontana dall’SPF 30 indicato in etichetta.
La resa reale dipende dalla quantità applicata, dalla distribuzione del prodotto, dalla sudorazione, dal sebo e dal tempo di esposizione.
Il filtro solare nel make-up va considerato esclusivamente come un booster, uno scudo extra che potenzia la protezione sottostante.
Come evitare l’effetto pilling tra crema solare e fondotinta
Stratificare una crema solare viso e un fondotinta può causare il fastidioso fenomeno del pilling: il trucco si sgretola durante la stesura, formando piccoli pallini di prodotto sulla pelle.
Questo accade a causa di un’incompatibilità chimica tra le formule dei prodotti scelti.
Per ottenere una base fluida e resistente, è necessario analizzare l’INCI e seguire la regola dell’affinità delle basi:
Formule a base acquosa (Water-based): se la crema solare quotidiana è fluida, leggera e ha l’acqua come ingrediente principale senza siliconi nelle prime posizioni, anche il fondotinta dovrà essere a base acquosa per fondersi senza separarsi.
Formule a base siliconica: molti solari fungono anche da primer grazie alla presenza di siliconi come il dimethicone. In questo caso, un fondotinta con protezione solare ricco di siliconi si legherà perfettamente alla base, migliorando la tenuta del trucco.
Un errore frequente è scegliere prodotti ottimi singolarmente, ma poco compatibili tra loro. Il risultato? La crema solare “fa pallini”, il fondotinta si apre in alcune zone e la base appare meno uniforme già dopo pochi minuti.
Il consiglio pratico per azzerare il rischio di pilling è legato alla tempistica
Dopo aver steso lo schermo solare su viso e collo, è fondamentale attendere dai 5 ai 10 minutiprima di iniziare il trucco.
Questo tempo permette ai filtri di stabilizzarsi sulla pelle e creare un film protettivo omogeneo che non sarà rimosso dai passaggi successivi.
Il problema del flashback nel trucco fotografico e sposa
Chi lavora nel settore del trucco professionale, in particolare nel trucco sposa o fotografico, deve prestare massima attenzione alla scelta del fondotinta con protezione solare.
Molti di questi prodotti causano il fenomeno del flashback: nelle foto scattate con il flash, il viso appare spettrale, bianchissimo e nettamente staccato dal colore del collo.
Il colpevole è la tipologia di filtri utilizzati, nello specifico i filtri fisici o minerali come il biossido di titanio (Titanium Dioxide) e l’ossido di zinco (Zinc Oxide).
Queste sostanze agiscono come microscopici specchi che respingono la luce solare; quando la luce artificiale del flash le colpsice, la riflettono direttamente verso l’obiettivo della fotocamera, sbiancando l’incarnato.
Per i servizi fotografici, gli eventi serali e i matrimoni, la scelta professionale deve ricadere su creme solari e fondotinta formulati con filtri chimici di ultima generazione.
Questi filtri assorbono le radiazioni UV senza riflettere la luce, garantendo foto perfette e colori fedeli in qualsiasi condizione di illuminazione.
Questo non significa che i filtri minerali siano sbagliati: sono molto utili in tanti casi, soprattutto per pelli sensibili o facilmente reattive. Nel make-up fotografico, però, la resa davanti a flash, luci artificiali e obiettivi professionali va sempre testata prima dell’evento.
Il flashback rovina le foto di un matrimonio, e pochi sanno prevenirloScegliere i filtri giusti e leggere l’INCI è competenza da professionista, non fai-da-te.
Come applicare il fondotinta per non rovinare lo schermo solare
Utilizzare un pennello piatto da sfumatura e trascinare il trucco con movimenti lineari ed energetici graffia lo strato di crema solare applicato in precedenza, creando delle zone scoperte e vulnerabili.
La tecnica corretta richiede l’uso di una spugnetta per il trucco (beauty blender) inumidita. Il fondotinta va applicato sul viso esclusivamente con movimenti di pressione e picchiettamento.
Questo tocco leggero permette al trucco di sovrapporsi allo schermo solare senza rimuoverlo, ponendo le basi per una base make up perfetta e a lunga tenuta.
Controlla anche la quantità di prodotto: meglio lavorare per strati sottili, aggiungendo copertura solo dove serve, piuttosto che stendere molto fondotinta in una sola passata.
In questo modo la base resta naturale, il solare non viene compromesso e il trucco dura meglio durante la giornata.
Come gestire il ritocco dell’SPF sopra il make-up
Poiché i filtri solari si degradano progressivamente nel corso delle ore a causa del sebo e della sudorazione, rinnovala protezione ogni due ore se trascorri del tempo all’aperto. Quando il viso è truccato, non è possibile applicare una crema tradizionale senza distruggere la base.
Per un ritocco professionale sopra il trucco si utilizzano soluzioni specifiche:
Spray solare viso: è la soluzione più rapida ed efficace. Si tratta di nebbie trasparenti e impalpabili che si vaporizzano a circa 20 centimetri dal volto con un movimento a “Z”. Si asciugano da sole in pochi secondi, non bagnano il trucco e ripristinano lo schermo protettivo. Attenzione a non confonderli con il classico spray fissante trucco che serve a sigillare i pigmenti a fine seduta, ma non protegge dai raggi UV.
Ciprie minerali con SPF: ideali per le pelli miste o grasse. Una cipria in polvere libera o compatta dotata di filtro solare alto opacizza la zona T durante la giornata e, contemporaneamente, aggiunge uno strato di protezione minerale sopra il fondotinta.
Stick solari: molto utili per zone delicate come zigomi e naso. Per non spostare il trucco, non bisogna passare lo stick direttamente sul viso: il prodotto va scaldato sul dorso della mano, prelevato con una spugnetta asciutta e picchiettato delicatamente sulle zone interessate.
Il ritocco dell’SPF non va improvvisato, soprattutto in estate, durante eventi all’aperto, shooting fotografici o giornate lunghe.
La protezione solare nel make-up funziona davvero solo se viene pensata come parte di una strategia completa: skincare, base trucco, tecnica di applicazione e riapplicazione durante il giorno.
La dermo-cosmesi come pilastro del trucco professionale
Un professionista del make-up non sceglie un fondotinta solo in base al colore o alla coprenza, ma valuta anche formulazione, tipo di pelle, contesto d’uso, durata richiesta, esposizione solare e resa fotografica.
La dermo-cosmesi è una competenza concreta, non un dettaglio teorico.
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Questa guida è verificata dalle Make Up Artist di Scuola Makeup, che ogni giorno insegnano queste tecniche in aula
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